Via Francigena. Giorno 71 – l’arrivo a Santa Maria di Leuca

Oggi è una giornata molto particolare. Se a Roma l’arrivo è stato sentito dal punto di vista delle emozioni, oggi sarà sicuramente un giorno molto ancora più particolare, più profondo. Ci sono svariate ragioni che caratterizzano questo modo di vedere l’arrivo a Leuca, vuoi perché sono arrivato fino a qui con un dispendio di energie maggiori, oppure perché le difficoltà affrontate per giungere qui sono state diverse, vuoi perché è la prima volta che arrivo così lontano e che cammino per così tanti giorni di seguito, oppure perché in fondo è una cosa molto più mia, di tutte le atre.20161011_154756 Siamo partiti salutando don Lucio, la signora Maria Teresa e altri anziani del posto che sono venuti all’oratorio a fare colazione e ci siamo incamminati. La prospettiva della giornata era quella di camminare sotto una pioggia leggera, come quella che abbiamo visto appena ci siamo alzati. Ieri sera, con Paolo, abbiamo parlato sulla strada da percorrere. Io mi sentivo deciso a prendere la strada interna, così come la guida la descrive, senza fare nessuna deviazione, lui era invece convinto di voler camminare sulla piccola provinciale litoranea, non molto distante dal mare. Certamente camminare con alla sinistra le onde e i suoni del mare sarebbe potuto essere allettante, ma purtroppo non avremmo visto se ci sarebbero stati segni e altre piccole cose che hanno fin qui caratterizzato l’intero cammino sulla Via Francigena. Così dopo una consultazione delle strade sui vari navigatori, abbiamo scelto di fare la strada interna, anche se si vedeva già da subito che Paolo non era troppo contento di questa scelta. Appena siamo partiti, il vento, proveniente da nord, ha spazzato via le nuvole e la giornata si è trasformata in una di quelle con il cielo azzurrissimo e il sole che scalda forte, di quelle da maglietta a maniche corte e pantaloncini. Felici per la piacevole sorpresa ci siamo tolti le felpe e i copri zaini, con i quali siamo partiti per sicurezza. Dopo aver superato prima tutto il paese di Tiggiano e poi quello di Corsano, abbiamo svoltato verso sinistra su via Campo la Donna e in breve ci siamo ritrovati tra gli ulivi.20161012_093905 Qui hanno iniziato a tornarmi in mente tutte le volte che abbiamo percorso strade come questa, soprattutto in Puglia. Non ho mai visto così tanti ulivi come in questi ultimi giorni di cammino, la loro compagnia è piacevole, il cinguettare degli uccelli, il suono del vento tra i loro rami, la storia raccontata dalle loro nodose radici e dalle loro forme monumentali. Le pajare ogni tanto apparivano tra i rami, alcune cadute e andate  in disuso, altre invece ancora piene di vita e dalle forme perfette. Godiamo del Salento e delle sue forme, dei suoi colori. dopo quasi un’ora di strada arriviamo nei pressi di Gagliano del Capo, il mare inizia a fare capolino sullo sfondo.20161012_101232 Noi saliamo verso la piazza centrale dominata da una bellissima colonna con in cima la statua di San Rocco pellegrino. Casualità? No, come sempre, non credo. L’ultima parrocchia che si incontra prima dell’arrivo è giustamente dedicata ad un pellegrino, uno di quelli che hanno camminato tanto, proprio come noi, con bastone e conchiglie sul mantello. Dopo un caffè e una chiacchierata  con alcuni signori del posto, ci rimettiamo in marcia. Paolo muove le prime obiezioni sulla strada che stiamo seguendo, io con molta tranquillità gli dico che se crede che l’altra sia meglio, ha tutta la libertà di deviare e percorrerla.20161012_111640 Dal canto mio ho già preso la decisione ieri sera, il mio obbiettivo è quello di arrivare a Santa Maria di Leuca, per visitare il Salento da turista posso sempre prendere un biglietto in futuro e tornarci, con molta più tranquillità, siamo in Italia. Dopo pochi minuti si blocca e dice chiaramente “Io farò l’altra strada, quella lungo la costa.” “Nessun problema, amico mio, ci vediamo alla basilica” rispondo con il sorriso. Così gli ultimi passi di questo cammino li farò da solo. Ho avuto modo di guardare dentro di me, di ripercorrere tutta la strada fatta fino a qui, le facce delle persone, i posti che ho visitato; di vedere le città che, come perle su una collana, rendono questo cammino speciale, brillante e pieno di una vita indescrivibile. Respirare ancora per un po’ la stessa aria di libertà che ho respirato quando  sono sceso dalle Alpi, quando guardavo l’orizzonte piatto in mezzo alle risaie, quando ho valicato gli Appennini la prima volta, la Toscana e i suoi campi dorati in agosto, Viterbo e la magica serata di Santa Rosa, l’arrivo a Roma. Poi ancora la partenza verso sud sull’antica Via Appia, le prime notti per terra nel sud del Lazio, le dure salite fino ad Anagni e Veroli, la maestosità della storia di Benevento, il nuovo valico degli Appennini tra Buonalbergo e Troja, la Puglia e i suoi verdi paesaggi, le sue città fatte di vicoli bianchi e stretti, il mare di un blu che non avevo mai visto. Ho avuto modo di sentire sulla mia pelle il piacevole brivido di che cosa è l’Italia, come paese e come persone. E poi…eccola lì.20161012_113130 Inizia a vedersi prima il faro, poi piano piano la basilica spunta un pochino dagli alberi che la circondano sul retro. Infine gli ultimi pesci con la vernice rossa, le ultime indicazioni. In pochi passi, nei quali mi è sembrato di volare, eccomi finalmente all’interno delle mura, sulla piazza. Lasciato cadere il bastone, fidato compagno che non mi ha mai abbandonato, mi sono inginocchiato, con l’emozione che saliva dallo stomaco alla gola, i battiti accelerati e il respiro affannoso, ho baciato la colonna sulla quale è posta la statua della Madonna. Ho voltato lo sguardo alla basilica, intorno a me pochissime persone, tra le lacrime ho sussurrato “E’ finita. La Via Francigena è finita qua. L’Italia e finita qua.” Una gioia che non posso descrivere con le parole, non esistono aggettivi abbastanza superlativi per rendere l’idea. 20161012_132700Ho lasciato camminare dentro di me un paese intero, persone che sono diventate degli amici, panorami che mi hanno fatto loro, che mi hanno trasformato e fatto sentire parte di una cosa meravigliosa. Allo stesso tempo mi sono sentito minuscolo, piccolissimo in confronto alla grandezza delle emozioni e dei sentimenti che chiunque abbia incontrato fin qui mi ha dimostrato. Un cammino come questo non solo permette di conoscere il proprio paese, il posto nel quale viviamo tutti i giorni, ma mi ha permesso di conoscere me stesso, migliorarmi, crescere dentro e fuori, ho imparato che spesso tutto si può risolvere, basta una dose di buona volontà, capacità di adattamento e spirito di sacrifico. E, come una delle ultime volte vi ho detto, il sorriso. Il sorriso e la gentilezza sono le chiavi per aprire i lucchetti di ogni porta ci si trovi di fronte.

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Emozionato e commosso, per l’ultima volta da questa indescrivibile Via Francigena.

D.

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3 commenti su “Via Francigena. Giorno 71 – l’arrivo a Santa Maria di Leuca”

  1. Grazie Dave Toad, sono partito con te dal Gran Sanbernardo, ho goduto delle tue emozioni e condiviso le fatiche del Cammino, grazie di avermi reso partecipe, chissà che forse un giorno potremo trovarci su qualche cammino grazie ancora , buon rientro a casa

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