Via Francigena. Giorno 18 – da Sivizzano a Berceto

Il racconto della giornata di oggi sarà più breve del solito per questioni tempo, logistica e sonno. 🙂 Mi dispiace aver ritardato nella pubblicazione del giorno 17, ma l’assenza di internet di ieri a Sivizzano non mi ha permesso di regalarvi la colazione che molti di voi sono ormai quasi abituati da poco più di due settimane.

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Questa mattina abbiamo deciso di svegliarci e iniziare a camminare nel buio della notte per evitare le ore più calde, in quanto ieri ci hanno distrutto. Così con la pila frontale abbiamo iniziato la salita verso la pieve di Bardone dove ci siamo gustati l’alba, aspettando che il sole incendiasse il cielo Prima di proseguire. Lo strappo iniziale è tra i più importanti su strada asfaltata del tratto italiano della Via Francigena, ma il percorso di oggi prevede punti ancor più duri. Dopo Terenzo il sentiero si inerpica ripidissimo in mezzo al bosco, circa 40 minuti dove parlare è quasi impossibile a causa della fatica.20160815_070353 Ricordo che due anni fa mi costò due pause in mezzo ai prati che ricoprono i versanti della montagna che porta fino a Malacosta. Arrivati in cima ci siamo fermati tutti a riprendere fiato e a decidere quale strada seguire, perché anche qui la scelta è ampia. Si può prendere subito il sentiero che scende fino a Castello di Casola, oppure raggiungere la statale della Cisa e continuare fino a Cassio e quindi fino a Berceto. Per fortuna che, nonostante sia il 15 di agosto, il bar che si affaccia sulla statale era aperto. Qui tutti abbiamo fatto una colazione con panini e succhi di frutta. Colazione perché abbiamo raggiunto il bar alle 8.30, anche se per noi era come se fossero già le 12.00 per via della levataccia alle 4.30. Nel proseguo ci siamo divisi. Giuseppe, Alberto, Laura, Sara e Livia hanno preferito la Via ufficiale per il sentiero che porta a Casola, mentre io, Ilaria, Roberto, Silvia e Angela abbiamo preferito i 5 km di statale fino a Cassio. Nel giro di poco il sole iniziava già a scaldare prepotentemente, ma con buon passo e parlando siamo arrivati in poco a Cassio, dove ci eravamo dati appuntamento con gli altri. Caffè, sigaretta e di nuovo caffè. ma dopo un’ora i ragazzi che hanno scelto il sentiero ancora non erano arrivati, così, dopo aver mandato loro un messaggio, ci siamo rimessi in cammino. In poco io e Ilaria ci siamo staccati da tutti e abbiamo preso a parlare e a godere di questo tempo tutto per noi. Mi sento fortunato quando la guardo in faccia mentre camminiamo, non è facile trovare una persona che ti sia accanto anche in situazioni estreme come queste, ma per fortuna, io l’ho trovata! Non si lamenta mai, cammina e cammina, passo dopo passo condividiamo fatica, sudore e quando le bacio le labbra salate sento come una scossa attraversarmi il corpo. 20160815_075422Dopo circa un’ora di cammino ci siamo nuovamente arrampicati nuovamente verso Cavazzolo e Castellonchio. Il sentiero saliva per la cima della montagna in un bosco fittissimo, tanto che alle volte mi sono dovuto quasi inginocchiare per poter passare. Giunto al paese in cima i segnali della Via proseguivano verso destra, tornando a salire. A questo punto mi sono fermato a chiedere informazioni, avevo già la maglia zuppa di sudore e non ce la sentivamo di proseguire salendo. Ci hanno indicato la strada principale sulla quale il paese si snoda, dicendoci che tornava sulla statale dopo poco, così quella è stata la direzione che abbiamo preso. Camminare sulla statale non è facile, ma ogni tanto sento di poter sacrificare la bellezza del cammino nei boschi, preferendo la rapidità e la pendenza della strada asfaltata. Mentre camminavamo dalle case sui versanti arrivavano gli odori di carne alla griglia tipici del ferragosto italiano, mettendoci un’acquolina mostruosa. Per fortuna che in breve siamo giunti a Berceto, attraverso un’ultima discesa su una strada ciotolata che porta fino al centro del paese, proprio in fronte al bel Duomo dedicato S. Moderanno. Trovato l’ostello chiuso , abbiamo lasciato gli zaini e siamo andati a cercarci qualcosa da mangiare. In paese si teneva un mercatino che ha acceso il sorriso e la voglia di Ilaria che, nonostante i km camminati in giornata, si sentiva ancora in grado di girare per le bancarelle. 🙂 Ovviamente dopo un bel gelato le ho fatto compagnia, come avrei potuto esimermi? Mentre giravamo ho contattato Roberto, un ragazzo di Berceto, il quale nel 2014 mi salvò la serata invitandomi a mangiare una pizza e facendomi sentire come a casa. Rientrati all’ostello in attesa dell’apertura ecco spuntare dal cancelletto proprio lui. Ci siamo stretti in un grande abbraccio, gli ho presentato Ilaria e ci siamo messi a parlare di tutto ciò che ci è successo in questi due anni in cui non ci siamo visti. E’ una persona buona, dal cuore d’oro, molto mansueto e capace di infondere questo senso di familiarità anche a chi conosce da poco. Mentre parlavamo nel giro di un’ora sono arrivati tutti e l’ostello ha aperto. Doccia, lavanderia, timbro sulla credenziale e poi via in centro per una birra. Insieme agli altri avevamo deciso di festeggiare il ferragosto in un ristorante. Roberto ci ha dato un grosso aiuto per prenotare e accordare un prezzo in una trattoria del posto, dove questa sera ci ritroveremo. Queste sono le migliori sorprese che possono cambiarti la giornata. Pur quanto diversi, io e lui abbiamo un lato comune che è lo stesso che accomuna tutti i viaggiatori, due anni fa mi fermò e si incuriosì del mio viaggio verso Roma da solo, quest’anno si è incuriosito per quanto grande è il gruppo con cui cammino. Ecco la curiosità di conoscere persone in viaggio, aperte e pronte a scambiarsi esperienze, questo è il nostro lato comune. Le sensazioni della giornata di oggi sono state profonde, rivederlo è stato come rivedere quella parte di me che due anni fa transitò di qui in un grigio giorno di pioggia, solo in cerca di un posto per dormire. Quanto tempo è passato e così in fretta, alle volte ne rimango davvero stupito.

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Purtroppo devo scappare a letto, tra circa tre ore ci sveglieremo tutti per affrontare la salita fino a passo Cisa e poi scendere fino a Pontremoli, entrando in Toscana dalla mitica porta della Francigena posta dietro la chiesetta del passo. Scusatemi la fretta, ma se continuo a dormire tre o quattro ore per notte prima o poi mi addormenterò camminando. 🙂

Grato a tutte le persone che ho intorno.

Scusate se non ho riletto.

D.

Un commento su “Via Francigena. Giorno 18 – da Sivizzano a Berceto”

  1. Mi piace un sacco questa modalità di camminare in compagnia frammentaria, ognuno con il suo passo “ognuno col suo viaggio ognuno diverso”…
    Incontri intensi, profondi, a volte duraturi, sempre ricchi per tutti.
    “E poi ci troveremo come le stars a bere del whisky al Roxy bar”. 🙂
    Da quando ho iniziato a immaginare che in un prossimo futuro potrei avere il tempo di percorrere la Via Francigena in Italia (tutta, in parte, a rate…), oltre a documentarmi su percorsi e luoghi, mi è venuto da pensare anche, ovviamente, all’impegno economico che questa esperienza comporterebbe.
    Su questo tema non ho trovato granché in rete. Credo che l’argomento sia assai personale e con aspetti variegatissimi. Al momento opportuno sarò felice di raccogliere esperienze dirette in merito.
    Nei miei allenamenti quotidiani cammino (per la verità corro…) mi capita di rivolgere il pensiero a voi che chissà dove siete in quel momento…
    Buona giornata a tutti voi!

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