Via Francigena. Giorno 12 – da Pavia a S. Cristina

Questa mattina ci siamo svegliati prestissimo, di modo da evitare di camminare nelle ore più calde della giornata. Alle 5.00 eravamo già in piedi a preparare il caffè nella cucina dell’ostello, insieme a noi si sono svegliati anche i due ragazzi conusciuti ieri che viaggiano in bici. Tutto rapido e silenzioso, zaino in spalla e con il buio, stavamo già attraversando Pavia senza che il traffico del mattino ci sommergesse. Dopo poche centinaia di metri abbiamo incontrato Roberto e Silvia che hanno passato la notte in un posto diverso dal nostro, così abbiamo formato nuovamente il nostro solito gruppo affiatato.20160809_064533 Dopo la prima pausa caffè mi sono messo da solo alla testa del gruppo in quanto questa è stata per me la prima tappa della Via Francigena nel 2014 e ne ricordo la strada a memoria. Da allora non sembra cambiata poi chissà che, dopo aver percorso la strada principale fino a via francana  (che prende ovviamente il nome dalla Via), svoltiamo a destra e lasciamo la città. Ilaria ascolta musica ed è in fondo al gruppo, io corro avanti e indietro per scattare foto con la luce dell’alba che alle volte fa i miracoli, Angela e Roberto chiacchierano tranquillamente, Laura e Silvia procedono in silenzio ancora assonnate. Avevo già anticipato loro che oggi sarebbe stato un giorno in cui avremmo camminato molto sull’asfalto e che questa sarebbe stata una caratteristica della Via in lombardia. L’uscita dalle grosse città è sempre un tratto dolente per i pellegrini, spesso in periferia ci sono zone industriali o comunque abbastanza degradate e non sono di certo i posti che si preferiscono attraversare, sia perché camion e auto sfrecciano ad alta velocità, sia per lo smog che si respira. Finalmente entriamo nel piccolo paese di S. Leonardo, i campi di grano iniziano a prendere il posto delle risaie e il sole gioca con le nuvole, sembra una di quelle mattinate perfette per camminare.20160809_091305 Giunti a San Giacomo della Cerreta ci fermiamo per una sosta presso il maneggio posto proprio in fronte alla chiesetta dedicata al santo che tante persone richiama in Spagna. Chiedo se è possibile visitarla, ma purtroppo mi rispondono che è privata e che non c’è nessuno che abbia le chiavi se non il padrone della cascina accanto, il quale però non c’è mai. È un peccato perché molte guide la descrivono come graziosa e penso che qualsiasi pellegrino vorrebbe visitarla, questo fatto che una chiesa sia privata mi lascia molto perplesso, ma proseguiamo. Arriviamo a Belgioioso verso le 10.30 ed ora il sole scotta di già. Un panino e un caffè e via di nuovo sulla strada. 20160809_101508Questa volta però da qui la strada cambia perché quest anno stiamo seguendo la nuova guida della Terre di Mezzo che ricalca il tracciato dei beni culturali. Badate bene, questo non è il tracciato originale di Sigerico, il prete inglese che per primo scrisse le mansio attraversate per rientrare da Roma verso Canterbury, ma semplicemente la strada che il ministero ha disegnato facendo pagare ai comuni una tassa se vogliono farne parte. Insomma anche qui è una cosa prettamente economica, come per la maggior parte delle persone che, purtroppo (ma anche un po’ per fortuna) si stanno occupando delle guide e dei siti internet che riguardano la Via. Spesso mi chiedo come sia possibile che qualcuno si senta in diritto di approfittare di una cosa che esiste da centinaia di anni volendoci guadagnare sopra, costruendo di fatto percorsi andando ad appicicare adesivi qua e là per il paese senza considerare minimamente le persone che camminano, ma pensando solo al loro tornaconto economico. Infatti superato Torre de’ Negri, abbandoniamo il percorso segnalato dalle frecce bianche e rosse che allunga il giro per arrivare Santa Cristina di quasi 8 km e ci immettiamo su una strada sterrata che porta diretto a Corte Olona facendo anche 300 m di statale. Parlo con Angela ed entrambi concordiamo che non è un taglio, ma una gestione intelligente delle forze del nostro corpo, poi dopo tutto chi dice che si debbano fedelmente seguire le guide? Sapendo poi che spesso passi da una parte piuttosto che da un’altra solo per ragioni economiche, chi oserebbe dirci che stiamo sbagliando? 20160809_125935Entriamo a S. Cristina che sono le 13.00, con felicità ci sediamo al bar per una birra fresca, prima di sistemarci all’ostello dietro alla chiesa. Ci accoglie il prete del paese con lo stesso sorriso che aveva due anni fa, ci mostra il nuovo spazio adibito ad accoglienza dotato di molti comfort come il wi-fi e l’aria condizionata del quale il pellegrino non avrebbe necessità, ma che fanno gran comodo, mantenendo sempre la struttura ad offerta. Santa Cristina si conferma una dei migliori posti dove sostare lungo la Via Francigena, semplice, con persone disponibili ed aperte, abituate a dare supporto ai pellegrini. Come è possibile che non ci sia nulla del genere in una città come Pavia? Nel pomeriggio parlando con il prete scopriamo che l’interesse del regione nello sviluppo della Via è veramente minimo. Visto l’aumentare dei pellegrini nell’ultimo anno, la scelta di un elemento come Maroni di fregarsene altamente di questo percorso fa capire quali siano gli interessi della politica al riguardo. Speriamo che in futuro ci si renda conto delle potenzialità che offre un percorso del genere in termini di arte, storia ed enogastronomia, che dà la possibilità di valorizzare i territori che attraversa e i loro prodotti.

Oggi poche sensazioni. Mi spiace per chi è abituato a leggermi dai pc se l’impaginazione non è la solita a cui vi ho abituato, ma sto facendo tutto dallo smatphone, senza ottenere grandi risultati.

A domani.

D.

3 commenti su “Via Francigena. Giorno 12 – da Pavia a S. Cristina”

  1. “Mi spiace per chi è abituato a leggermi dai pc se l’impaginazione non è la solita a cui vi ho abituato, ma sto facendo tutto dallo smatphone, senza ottenere grandi risultati.”
    Don’t worry, be happy 🙂
    La passione ce metti nello scrivere compensa largamente la forma.
    Ormai il tuo resoconto quotidiano è diventato per me un appuntamento fisso al risveglio. Mi fa iniziare bene il mio “cammino” lavorativo in questo splendido agosto.

    1. Grazie Piermario. Hai colto in pieno lo spirito con cui scrivo, rendere partecipe anche chi non cammina con me di ciò che sto vivendo e, magari, riuscire a convincere chi è ancora indeciso. La Via Francigena merita molto, il nostro paese merita molto. Sto cercando di saltare tutte le grosse città e di dormire solo nei piccoli centri, perché a mio parere è lì che si trovano proprio le persone più genuine e aperte.

  2. leggo con attenzione perchè queste sono le mie zone.. …Credo che Pavia sia una città a cui si deve dedicare almeno una mezza giornata .Le serate estive, poi, lungo il fiume offrono intense emozioni.

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