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Via Francigena. Giorno 4 – da Montjovet a Pont Saint Martin

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Apro gli occhi che sono le 5.30. La sveglia suona, ma mi sembra un suono lontano. Caccio una mano sotto al cuscino, la spengo e mi alzo. Mentre mi vesto sento già dei rumori venire dalla cucina al piano di sopra. Ornella, la padrona del bed&breakfast Chez Millie, è già attiva e sta preparando la colazione. Si svegliano anche Laura e Ilaria. In meno di 40 minuti, colazione fatta, salutiamo la signora e ci mettiamo in marcia. Oggi abbiamo previsto di arrivare a Pont Saint Martin, ma il programma come sempre potrebbe cambiare strada facendo. Il percorso si arrampica sulle montagne attraverso ripidi sentieri fino al paesino di Reclou, per poi discendere su di una mulattiera spezza ginocchia fino a Torrile poi a Verres. Facciamo una piccola pausa caffè e riprendiamo il cammino. In un silenzio quasi irreale raggiungiamo Arnad (il paese del rinomato lardo) e non perdo l’occasione per farmi un ghiotto panino. Lasciamo Arnad sazi e la Via ci porta a costeggiare la Dora Baltea. Il canto delle cicale, il sentiero sterrato, il vento che soffia tra le piante, là sul versante della montagna neanche troppo lontano: ecco il cammino che cercavo! Laura e Ilaria sono un rimaste un poco indietro e mi godo questi pochi attimi di solitudine. Superiamo Honè ed entriamo a Bard, uno dei borghi medievali più belli della nostra nazione. Bandierine e stemmi della regione sono appesi tra i balconi, turisti attrezzati di macchine fotografiche fotografano tutto il fotografabile e noi passiamo quasi inosservati. Una fortezza del XIX secolo domina dall’alto della rupe che sovrasta lo stretto passaggio tra queste montagne, sicuramente in passato serviva per proteggere e controllare l’attraversamento transalpino. Lasciamo Bard e dopo poco entriamo a Donnas camminando sul vecchio tracciato della antica Strada delle Gallie.
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Prendiamo la statale, come ci indica la guida, per l’ultimo tratto prima di Pont Saint Martin. Sul versante alla nostra sinistra terrazzamenti coltivati con vigne rendono il panorama incantevole. Arriviamo all’ostello comunale e ci accoglie la signora Angela. Ci porta al piano di sopra, ci mostra le stanze e si preoccupa anche di dirci dove poter andare a mettere qualcosa sotto i denti, quando all’improvviso arrivano altri due pellegrini stranieri. Frans è in viaggio da un mese e viene a piedi dall’Olanda, Laia invece viaggia da poco come noi ed è un’insegnante spagnola che cammina da sola verso Roma. E’ stata una grossa sorpresa trovare una spagnola che percorre il cammino in Italia, dovrebbe far aprire gli occhi a quelli che invece li hanno solo per i cammini spagnoli. Dopo una bella pizza tutti insieme ci ritiriamo, hanno assegnato ad ognuno di noi tre stanze diverse, con addirittura le lenzuola sui letti. Oggi è l’ultimo giorno in Val d’Aosta e non posso che fare i complimenti per il percorso fatto fin qui, segnalazioni perfette (persino nei tempi di percorrenza), sentieri puliti da erbacce e immondizia, persone aperte ed ospitali e un senso civico dal quale tutto il resto del paese avrebbe da imparare. Grazie Valle (come la chiamano qui) porterò il tuo esempio nel cuore e sulle strade delle altre regioni.

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Con affetto e un po’ di stanchezza.

D.

Via Francigena. Giorno 2 – da Echevennox a Povil

Avremmo voluto partire presto, ma la proprietaria dell’ostello ieri ci aveva dato la disponibilità alle 7.00 per la colazione, così eccoci qui, con Roberto e Silvia, e davanti a noi marmellate fate in casa e pane. Ridiamo e scherziamo, il clima da cammino inizia finalmente a farsi sentire. L’amica della mia ragazza accusa già qualche problemino, infatti questa mattina parte con i sandali. La mia ragazza invece sembra in forma ed anche io lo sono. Quando prendiamo a camminare mi allontano un pochino per restare solo e godermi un po’ il sentiero nel bosco.

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La pace che ci accompagna è qualcosa di indescrivibile, il silenzio, il canto dei passeri sugli alberi, il suono dell’acqua che scorre nel canale. Sembra di camminare in un dipinto, le nuvole che si alzano dalla valle le fanno persino assumere un’aria misteriosa, chissà che ci aspetta oltre quelle nuvole bassissime. Oggi non sappiamo dove arrivare, così penso che decideremo una volta arrivati dopo Aosta, giusto per mantenere quel clima di suspence. Roberto e Silvia sono rimasti un po’ più indietro e ci raggiungono a Gignod dove ci fermiamo per la seconda colazione. Il bar dove ci sediamo è pieno di gente che parla il francese, ma non saprei dire se siano svizzeri o transalpini, alcuni di loro chiedono dove siamo diretti e quando rispondo loro che andiamo a Roma, un fragoroso “Bravò” arriva dal loro tavolo. Ne approfittiamo per fare una piccola spesa, di modo da non doverci fermare ancora ad Aosta. una volta giunti in città, seduti su una panchina del centro, ci gustiamo il pranzo. Alla partenza la amica dela mía ragazza accusa una strana stanchezza ed è molto rossa in viso, il sole non perdona. Anche la mia compagna è paonazza, ma resiste un po’ di più, meno male che indosso il cappello perché oggi il sole scotta davvero. Uscendo da Aosta incontriamo anche i primi segnali ufficiali della Via Francigena.
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La strada che seguiamo sale fino al castello di Quart per poi scendere a Povil. Il cielo nel frattempo si è ingrigito, sono le 15.30 e proviamo a chiamare qualche bed&breakfast per capire che disponibilità hanno. Incredibilmente troviamo tutto occupato. Situazione disperata, non abbiamo un posto per la notte e nemmeno una tenda per arrangiarci. Ecco che dalle case lì accanto, arriva Manuela, una signora squisita la quale ci propone di dormire a casa sua, visto che sua figlia sarà sola, in quanto lei lavora. Siamo colpiti da tanta gentilezza e non possiamo far altro che accettare. In casa ci presenta Martina (la figlia) che, una volta fatti accomodare, ci versa del the verde per dissetarci e poi parte un racconto delle esperienze di tutti. Lei ha studiato in Francia e ci racconta di come sia diversa la scuola superiore d’oltralpe, più simile all’università italiana. Mentre noi le raccontiamo le nostre fatiche di giornata. Dopo una bella doccia, ci sediamo a tavola a mangiare un piatto di pasta che Martina gentilmente ci ha preparato. Sono un po’ imbarazzato, alle volte a ricevere così tanto, sembra poi di disturbare, non siamo abituati ad atti di gentilezza disinteressata e quando accadono, rimaniamo disarmati. La serata procede tra sorrisi e battute, fino a che le due ragazzr crollano sul divano letto. Io rimango sveglio a parlare con Martina e Manuela, che nel frattempo è tornata dal lavoro, e Adriano il ragazzo di Martina. Sono delle persone semplici, hanno negli occhi la scintilla che genera i sogni, sogni che vorrebbero realizzare con grande caparbietà. Mi piace avere a che fare con persone così mi fa sentire vivo. Ora è meglio che dorma, altrimenti domani chi si alza? Ore 00.25 cado nel saccolenzuolo.

Via Francigena. Primo giorno di Cammino – La partenza

Finalmente in partenza! Son le 11.00 e siamo arrivati al colle del Gran San Bernardo da poco. Atmosfera perfetta: il sole splende, un leggero venticello soffia quel giusto da rinfrescare, cosa può chiedere di più un pellegrino? La tradizione vorrebbe una notte spesa all’ospizio del colle, ma l’impazienza è troppa così ci incamminiamo, direzione Echennevoz. Ci sono altri due pellegrini poco dietro di noi, partiti esattamente insieme a noi, sono Roberto e Silvia, milanesi d’adozione, ma fieri della loro Novara. I sentieri che percorriamo sono magnifici, a mezzacosta sul versante della montagna dapprima, poi lungo mulattiere intorno a minuscoli centri montani. La valle d’Aosta è uno splendore, le indicazioni del sentiero 103 sono così precise che rispettano persino i tempi di percorrenza indicati! Dopo un pomeriggio di cammino arriviamo finalmente a Echennevoz, dove ci sistemiamo al carissimo Ostello Dortoir. “40 euro notte, cena e colazione” dice la proprietaria. Ringraziamo e chiediamo di scorporare i prezzi, così scopriamo essere 23 per la notte e 17 per la cena. Alla fine ripieghiamo su di una cena più spartana fatta di un’insalata e un piatto di pasta (che la signora poi ci farà abbondantissimo) per risparmiare qualcosina. I prezzi sembrano davvero elevati rispetto ad altri posti lungo la via, ma la Valle d’Aosta in se è molto cara, quindi rapportati, mi permetto di dire che sono praticamente in linea con tutte le altre accoglienze private del percorso. Le mie compagne di viaggio si stanno comportando veramente bene, nonostante la durezza del percorso e il caldo, oggi non ho sentito nemmeno una lamentela. Distrutti, ma contenti, ci buttiamo nel letto e non sono nemmeno le 21.00.

Un abbraccio

D.