Via Francigena. Giorno 28 – da Gambassi Terme a San Gimignano

Oggi la tappa è stata corta, ma molto bella. Non vi dirò il numero dei km affrontati, come non lo ho fatto fin ora, perché, come ben avrete capito i termini di misura su questa Via Francigena per me non sono le distanze da un paese all’altro, ma le persone che di giorno in giorno andiamo incontrando e i loro sorrisi.

20160825_064638Siamo partiti di buon ora, ma il sole oggi, al contrario di molti altri giorni, era già alto nel cielo. Ci siamo fermati poco dopo ad un bar/panificio dove ci siamo fatti preparare delle focacce farcite di ogni ben di dio e dove ci hanno regalato un pezzo del pane del pellegrino, una pagnotta semi-integrale che rimane buona anche dopo qualche giorno. Ripresa la strada un  locale ci ha suggerito di lasciar perdere le indicazioni della 20160825_083424Via Francigena pedonale, perché erano state poste solo circa un anno fa e, come al solito, facevano allungare la strada per visitare il paese, cosa che noi abbiamo già fatto ieri sera per il palio dei bambini. Così seguendo quelle della Via Francigena in auto (in auto? sì ci sono sparse per il percorso anche quelle), o meglio quelle delle guida di Monica Datti, ci siamo ritrovati dopo poco su una strada sterrata in discesa in mezzo alle vigne e agli ulivi, in una coda di pellegrini frammentata a piccoli gruppi che parlottavano tra loro. Io, Ilaria, Luca e Margherita un po’ più avanti; Laura e Alberto in mezzo e Gioia un po’ più indietro. C’è serenità, si sente, la si avverte dalle risate e dal rumore dei passi calmo e cadenzato. Attorno a noi i panorami della zona del Chianti fanno da sfondo alla nostra magica esperienza che prende piede sempre di più ogni giorno che passa.20160825_083913 L’importanza di avere accanto persone con le quali si sta bene dà una sfumatura dolce e di bellezza che alleggerisce le fatiche del camminare. Senza quasi nemmeno rendercene conto, siamo a Pancole dove troviamo un bar. e ci infiliamo dentro anche se sono solo due orette che camminiamo. Seduti intorno allo stesso tavolo discutiamo di tutto e prendiamo atto che questa notte l’ennesimo terremoto ha colpito. In Myanmar una forte scossa ha distrutto circa duecento templi nella valle famosa in tutto il mondo per esserne piena. Scrivo ad un mio caro amico che è in Indonesia per avere informazioni più dettagliate, ma lui risponde che sui giornali, anche dall’altra parte del mondo, si parla solo di quello avvenuto ieri in Italia. Osserviamo tutti le foto dei giornali che mi manda e fa strano pensare come in tutto il mondo la solidarietà per un paese così piccolo sia forte. Quando arrivano notizie come quelle di stamattina, mi viene da pensare che forse dovrei prendere Ilaria e scappare in quelle parti del mondo dove culture millenarie, stanno morendo, sotto i colpi delle calamità naturali e un po’ anche per l’intervento dell’uomo, per riuscire a catturare parte di esse e conservarle dentro i miei ricordi. Riprendiamo a camminare e dopo pochi passi ci fermiamo di nuovo per visitare la chiesa di Pancole e il suo presepe permanente a grandezza naturale. Lo stupore di tutti, anche di chi si è sempre professato poco credente, è tanto, le statue iniziano praticamente dalla strada, prima i pastori che accompagnano chi vuole scendere fino alla grotta dove risiede la sacra famiglia. Di nuovo in cammino, e questa volta senza mai fermarci, diretti verso San Gimignano che si vede là all’orizzonte.20160825_13245920160825_123600 La bellezza di vedere il profilo di una città carica di storia e significato ingrandirsi piano piano, fino a quando non ci si trova sotto le grandissime torri non ha eguali. Parlo un poco con Luca lungo tutto il percorso, lo sto conoscendo e devo ammettere che è una di quelle persone capace di mettermi di buon umore con poche parole, schiette e sincere, dette al momento giusto. Questa è la fortuna di trovare lungo la Via amici che ti porterai dietro per sempre, anche se ci passi solo qualche giorno, rendendoti conto che poche sono le esperienze che possono legare così tanto le persone. Poco prima di entrare a San Gimignano, ci fermiamo per prendere un paio di bottiglie di vino da bere poi in piazza, pranzando con quello che ci siamo fatti preparare questa mattina. Quando poi entriamo dalla porta delle mura scopriamo che è impossibile fare ciò che ci eravamo prefissati, in quanto il mercato occupa entrambe le piazze e una folla incredibile di persone riempie ogni piccolo spazio dove sia possibile camminare. Così ci rifugiamo su un muretto lungo una trafficatissima via. La facilità con cui comunque vada ci sappiamo adattare è da veri pellegrini, alla fine a noi basta un posto per stare seduti insieme, senza troppe comodità e senza troppi fronzoli. Purtroppo non visitiamo la città per via della ressa e dopo pranzo ci dirigiamo al campeggio che avevamo prenotato tutti per la presenza della piscina dove passeremo l’intero pomeriggio a rilassarci. La difficoltà nel camminare con un gruppo di persone che avevo avvertito nelle prime settimane di cammino, si è tramutata in gioia di essere in movimento tutti insieme, il nostro piccolo gruppo fatto di persone che vengono da lontano e da vicino; che hanno camminato tanto oppure poco, è diventato come una forma di supporto che permette a tutti di fare ciò che si vuole, e ciò che vogliamo è stare insieme.

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Questa sera ceneremo nella pizzeria del campeggio, dopotutto è l’ultima volta che lo faremo tutti insieme perché già da domani, dopo la fine della tappa, Luca e Gioia ci lasceranno per ritornare verso casa e riprendere con le loro vite “normali”, anche se più normale e naturale di camminare tutti i giorni verso una meta comune, rispettando i tempi e le parole di ognuno, che cosa c’è?

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Felice per aver incontrato tante anime buone.

D.

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