Via Francigena. Giorno 35 – Da Acquapendente a Bolsena

Meno sette, ufficialmente. Questa cosa che più ci avviciniamo a Roma e più mi viene naturale contare i giorni non mi dà pace. Ormai mi sveglio prima della sveglia, anche se faccio le ore piccole a scrivere.

Anche se avevo gli occhi aperti questa mattina sono rimasto nel letto ad aspettare che la mia compagna mi toccasse dentro con un dito come fa lei, che qui mi piace, mentre a casa mi farebbe il solletico. Non capivo se fuori c’era bel tempo o fosse nuvoloso, di sicuro era umidissimo. Abbiamo iniziato a camminare che ormai erano già le 7.00, ma la tappa di oggi era cortissima quindi è andata bene così. 20160901_090337Essendo settembre anche il caldo non è più così insopportabile. Oggi siamo partiti in quattro perché ieri sera Andrea, il nipote di Angela è tornato a farci visita. Lui avrebbe voluto rimettersi in cammino con sua zia, ma essendo lei rimasta indietro, ha preferito raggiungere noi, per poi magari, una volta arrivato a Roma con noi, tornare indietro e arrivare a Roma anche insieme a lei. dopo che abbiamo percorso i primi km mi sono reso conto che non c’era differenza tra la strada descritta sulla guida nuova e su quella vecchia, così ho preso la guida, l’ho messa nello zaino e per tutto il giorno ho camminato seguendo i miei ricordi, senza mai sbagliare una volta. Fuori Acquapendente la Via è entrata nei campi e nonostante la pioggia di ieri le carrareccie che abbiamo seguito non erano nemmeno troppo infangate e la situazione era più camminabile del previsto. Dopo circa un’ora, come non accadeva da un po’, io e Ilaria abbiamo staccato gli altri ed eravamo soli. In principio non parlavamo, ma non ne so spiegare il motivo, forse perché dopo così tanti giorni insieme, 24 ore su 24, non serve più nemmeno parlare, ci intendiamo con uno sguardo. Poi tutto ad un tratto le ho manifestato la mia idea di proseguire per la Via Francigena del Sud, non gliel’ho chiesto, le ho detto solo che mi sarebbe piaciuto poter fare anche quel pezzo di cammino e poterne scrivere, come pochi hanno fatto finora. Dopo un suo silenzio iniziale, mi ha guardato dritto e mi ha detto che le sembrava una buona idea e che, se questo mi avesse reso felice, allora avrebbe reso felice anche lei. Le ho manifestato anche tutti i miei dubbi a riguardo, Il fatto che non avrei voluto stare un mese intero senza di lei, che mi sarebbe pesato dopo quaranta giorni di cammino insieme, ritrovarmi solo. Ma dentro di me so anche che mettermi alla prova su un cammino così poco conosciuto e frequentato, mi darebbe tanto. Innanzi tutto però mi dovrei organizzare, non conosco le tappe, non so ancora adesso se arrivare a Brindisi o a Santa Maria di Leuca, però ho avuto diversi segnali che quella potrebbe essere la Via da seguire. Luca me ne ha parlato per primo durante i nostri momenti allo stesso passo, Saverio me ne ha parlato e si è mostrato interessato al riguardo e poi continuo a vedere questi cartelli che dicono Gerusalemme. Va beh, torniamo alla Via Francigena 20160901_103840diretta a Roma. Appena usciti dai campi abbiamo raggiunto San Lorenzo Nuovo dove ci siamo fermati ad un bar proprio sulla Via. Senza avvisare Laura e Andrea così li avremmo potuti veder passare. Le paste da quando siamo entrati nel Lazio hanno cambiato dimensione, e quantità della farcitura, per la mia gioia, un po’ meno per quella della mia barba e dei baffi che ogni volta che faccio colazione sono pieni di crema o nutella o marmellata. In certe cose non cambierò mai. Dopo poco sono arrivati anche Laura e Andrea. Assolutamente a loro ancora non ho parlato del mio progetto di continuare, come non l’ho fatto con mia madre perché ho paura di conoscere già le sue reazioni. Ci rimettiamo in marcia e poco dopo la piazza ci appare per la prima volta il lago di Bolsena all’orizzonte. Il suo blu intenso e la posizione elevata da cui lo guardiamo ci lasciano mozzafiato. Dopo giorni e giorni di cammino arriviamo così in questo mitico punto, dove tutti i pellegrini si fermano a respirare, almeno per qualche secondo. Quando ripartiamo, in pochissimo tempo, perdiamo di nuovo Laura e Andrea, non so se il nostro passo è troppo veloce, oppure il loro è troppo lento, fatto sta che siamo ancora io e Ilaria e, se devo ammettere la verità, la cosa non mi dispiace per nulla. La Via dopo un breve tratto di strada asfaltata torna ad essere sterrata e si inerpica sui monti Volsini. 20160901_113109Dopo qualche km incontriamo Daniela e Nelli che si riposano in un prato con una splendida visuale sul lago e subito dopo un pastore che ci racconta di aver sentito il terremoto che qualche giorno fa a sconvolto il centro Italia. 20160901_134137Quando arriviamo a Bolsena sono ormai circa le 14.00, dopo aver visitato il borgo medievale, scendiamo nel centro e riusciamo ad entrare subito all’ostello. Ci accoglie la signora Rita che si lamenta del gruppo parrocchiale del giorno precedente perché le hanno preso una borsa con cinquanta lenzuola di carta e circa una trentina di tazze. La rassicuriamo che noi non vogliamo aggiungere peso (inutile) ai nostri zaini e ci chiediamo come possano averlo fatto loro. Risposta subito arrivata, avevano appresso un furgone che portava loro zaini e altre cose. Stendiamo un velo pietoso su queste azioni, anche se mi fanno davvero arrabbiare, perché come sempre, per la maleducazione di pochi poi rischiano di rimetterci tutti. 20160901_133824Doccia, lavanderia e timbri, poi un panino veloce ad un’ottima norcineria e un piccolo riposino. Questa sera usciremo fuori a cena, solo noi due dopo 35 giorni, mi sembra un miracolo. Non che sia stanco di avere intorno amici o nuovi amici, solo che qualche volta ci sta prendersi un po’ di spazio per noi, un po’ più romantico del solito. Ora scappo perché a breve andremo a goderci la serata.

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Grazie per le visite e i commenti che che sto ricevendo. Sono tutta benzina morale per continuare a fare quello che sto facendo.

D.

Un commento su “Via Francigena. Giorno 35 – Da Acquapendente a Bolsena”

  1. Leggere i tuoi resoconti al mattino per me è diventato un rito del buongiorno.
    Proprio ieri, durante la mia solita sgambata nel parco, ho intravisto in distanza l’inconfondibile sagoma di un bipede con gobba (blu) da 50 litri. 🙂
    Mi sono fermato a parlare con lui. Era in giro di allenamento e test dei materiali (al termine di un saliscendi di una trentina di KM nell’Anello Verde delle colline torinesi), perché partirà il 20 settembre prossimo per il Cammino di Santiago. Poteva avere più o meno la tua età e aveva pianificato questa esperienza tra una chiamata di lavoro interinale e l’altra.
    Mi ha colpito il suo sguardo luminoso, assolutamente non velato dal sudore che gli imperlava la fronte. Mi ha raccontato del suo sogno, abbiamo condiviso le salienti rispettive esperienze di montagna. Ma, soprattutto, io sono stato ad ascoltare il “sacro fuoco” che lo spinge in questa avventura.
    Adesso, quando ti leggo, ho in mente una incarnazione concreta di quello che prima ho soltanto immaginato di te.

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