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Via Francigena. Giorno 23 – da Avenza a Pietrasanta

Anche oggi avere la guida nello zaino è stato pressoché inutile, vista la possibilità di camminare sul lungomare. Abbiamo lasciato la scuola nella quale alloggiavamo di buon ora e ci siamo diretti nel buio più totale verso il lungomare di Massa. Nessun bar aperto per fare colazione, solo qualche squallido locale notturno appena chiuso ha illuminato la nostra Via. Personaggi più che strani, strampalati, uomini che rovistano nei cassonetti, immigrati che dormono nelle pinete di fronte al mare, una donna su una BMW che urlava contro non si sa bene chi o cosa, la notte lascia i suoi resti e nessuno è in grado di raccoglierli. Angela non è partita con noi perché oggi ha uno degli incontri più particolari di tutto il suo cammino, quello con Grazia Andriola. Entrambe donne che camminano da sole, rappresentano, ognuna con il proprio cammino, la libertà che ogni donna al giorno di oggi dovrebbe avere: la libertà di non avere più paura. Paura di subire violenza in un mondo che crediamo essere moderno, avanzato, ma purtroppo ancora pieno di atti di violenza nei confronti di quello che viene considerato il sesso debole. La loro campagna cerca di tenere alta l’attenzione verso quello che non  ci auguriamo succeda mai, verso una cosa che spesso pensiamo essere distante da noi, ma che alle volte si cela sotto i sorrisi di chi ci sta  accanto e che non ha il coraggio di chiedere aiuto. Sarebbe stato bello poterci essere, ma purtroppo l’accoglienza di oggi a Pietrasanta,20160820_104203 non prendendo prenotazioni ma dando giustamente posto a chi prima arrivava, richiedeva un piccolo sforzo in termini di tempo per avere un letto. Aspettare il loro incontro a Massa avrebbe quindi messo a rischio la nostra permanenza lì, un rischio che non mi sono sentito di prendere. Così Ilaria, io, Laura, Alberto, Andrea e Benedetta ci siamo incamminati senza di lei e Alice. Ogni tanto comunque uscire dal seminato mi fa bene e mi fa ancor più rendere conto del perché mi metto in cammino. Sul lungomare ovviamente non si incontrano pellegrini, ma man mano che il sole sorge si possono trovare persone di ogni tipo intente nel fare jogging, vecchi a spasso con il cane e altri tipi di esseri umani che non si incontrano spesso sulle vie più canoniche di pellegrinaggio. Tutti loro ci squadravano come se fossimo degli alieni, colpa di vestiti atipici per chi va in vacanza lungo la costa. Pensate poi che abbiamo attraversato posti come Forte dei Marmi, dove ai loro occhi apparivamo come scappati di casa più che pellegrini. Proprio a Forte dei Marmi abbiamo fatto l’unica pausa di tutta la mattinata. Dopo esserci fermati da un fornaio, ci siamo seduti sulle scale della chiesa del paese lussuoso e turistico ed il prete della parrocchia si è sorpreso della nostra presenza. Ci ha regalato un sacchetto di cornetti e si è fatto scattare una foto con noi. Da lì in breve siamo arrivati a Pietrasanta. Le suore sono state sorprese di vederci arrivare alle 11.00 per prendere posto, ma non hanno battuto ciglio. 20160820_124306Avevamo anticipato loro che saremmo comunque arrivati presto, ma nemmeno noi ci aspettavamo di arrivare così presto. Dopo la doccia siamo crollati inesorabilmente tutti sui letti. La magia che accompagna i pellegrini è la stessa forza che ti fa alzare così presto la mattina, anche con poche ore di sonno in corpo, e sentirsi in formissima. Poi appena finita la fatica, allo stesso modo ti fa addormentare sfinito, come se tutto ciò che si doveva dare nella giornata è stato dato. Della giornata di oggi non c’è poi molto da raccontare, anche perché è stata una tappa più di transizione che una tappa sentita e studiata nei minimi particolari come le atre. La serata l’abbiamo trascorsa per la prima volta in giro per locali a Pietrasanta, parlando tra di noi e godendoci delle birre come tutti i ragazzi della nostra età. Ogni tanto ci vuole.

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Sono spiacente di scrivere con giorni di ritardo, ma purtroppo ho bisogno di dormire per rimettermi in forze per i giorni successivi, tenendo conto che tutto si basa sui miei ricordi, vi (e mi) chiedo scusa per tutte le sensazioni e i colori di cui non vi parlerò.

Con grande affetto.

D.

Via Francigena. Giorno 22 – da Sarzana ad Avenza

Sapevamo già che oggi sarebbe stata una giornata piovosa, ma così tanto, non ce lo aspettavamo proprio. Dopo aver fatto colazione abbiamo salutato Giuseppe. Anche se è stato con noi per pochi giorni, ha lasciato un segno molto importante in ognuno di noi. Non ho mai parlato di dei suoi guai fisici, anche perché lui non se ne è mai lamentato, ma ha i piedi pieni di grosse vesciche, che in questi giorni curava con il mercurocromo. Durante le ore di cammino non ha mai detto una parola al riguardo, anche se il dolore che sicuramente gli hanno causato è molto. Come gli ho già detto di persona, lui è un pezzo di roccia che si è staccato da una montagna per cadere in pianura, a due passi da Milano. una persona tutta di un pezzo, che non si mai lasciata andare a lamentele, ne ha mai creato discussioni. I suoi profondi occhi azzurri e la sua esperienza sono stati di aiuto a me personalmente e al gruppo. La sua sincerità e la sua simpatia hanno accompagnato le nostre giornate diventando uno dei pilastri portanti del gruppo. Siamo tutti dispiaciuti della sua partenza, ma sappiamo che le nostre strade si incontreranno di nuovo. Indossate le mantelle ci mettiamo in cammino. Il gruppo ora è composto da cinque persone Io, Ilaria, Laura, Angela e Alberto. Visto il brutto tempo abbiamo preferito evitare di arrampicarci sulle colline dietro Sarzana per arrivare ad Avenza, ma abbiamo optato per seguire una strada secondaria che ci ha portato direttamente a Luni Mare, dove abbiamo visitato le vecchie rovine della città di Luni.20160819_105030 Questa città ai tempi dei romani doveva essere molto sviluppata e sfarzosa, lo si può evincere dai suoi templi, dai resti del teatro e dell’anfiteatro che ancora oggi attirano curiosi e turisti. Purtroppo è poco conservata e alcune strutture sono abbandonate a se stesse. L’erba che cresce ovunque e il terreno paludoso tutt’attorno, non ne facilitano la visita, ma quando ci si trova di fronte all’anfiteatro si rimane davvero a bocca aperta per la maestosità delle sue forme, dei suoi archi e delle sue scalinate in marmo arrivate fino a noi. Lasciata Luni ci siamo diretti verso Avenza. 20160819_105055Avenza è un comune tra Marina di Carrara e Carrara, non ha nulla di attraente, ma ha una lunga tradizione di accoglienza per i pellegrini. Dopo una breve sosta ad un bar, arriviamo alla chiesa della parrocchia di San Pietro Apostolo e veniamo accolti dal signor Francesco, esattamente com’è successo due anni fa. E’ un signore sulla sessantina che si prende cura dei pellegrini che passano per la sua parrocchia, con simpatia e cortesia. Ci sistema nella vecchia scuola, adibita ad ostello per i grossi gruppi e ci assegna una stanza con sette letti tutti per noi. Ringraziamo molto e poi seguiamo il solito rito, doccia, lavanderia, ma il tutto un po’ più in fretta degli altri, perché anche se non fa caldissimo volgiamo tutti andare in spiaggia. Infatti un’ora dopo siamo sulla spiaggia libera di Marina di Carrara, insieme a noi è arrivata anche Alice. Un’insegnate delle elementari riminese che ha raggiunto Angela perché vuole filmare l’incontro tra le due pellegrini più chiacchierate del momento sulla rete. Angela perché cammina da sola da Canterbury, Grazia perché sta camminando da Santa Maria di Leuca e portando l’attenzione sulla violenza contro le donne con il suo progetto step stop to violence. Devo ammettere che è strano essere in spiaggia, il sole mi dà quasi fastidio, ma fare il bagno mentre si è in cammino è una cosa che non ha prezzo. Quando rientriamo dalla spiaggia, alla scuola troviamo Andrea, il nipote di Angela, e Benedetta, una sua amica.20160819_105310 Loro sono arrivati fin qui da Calenzano per camminare qualche giorno con Angela e per fare la loro prima esperienza sulla Via Francigena. Sono due ragazzi giovani, hanno circa 27 anni entrambi e daranno sicuramente luce e nuove energie alla nostra piccola comitiva. Per questa sera è prevista una bella cena a base di fritto misto sul lungo mare di Massa organizzata da Federico, un amico di Angela che gentilmente ci porterà avanti e indietro con la macchina. Che strano che è questo cammino. Un sacco di persone vanno e vengono, ma noi restiamo sempre. Intorno a noi girano sempre molte nuove persone, più interessate ad Angela che al resto del gruppo, ma è bello condividere con loro dei momenti e magari crearsi nuovi amici. Ora purtroppo devo scappare perché il tempo a mia disposizione sta finendo.

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La gratitudine pervade nuovamente il mio cuore. Dopo la non bellissima esperienza di Sarzana, la speranza e il piacere di essere in cammino stanno tornando a riempire le mie giornate.

Affamato e contento.

D.