Shikoku, informazioni per partire.

In queste pagina ho raccolto le informazioni pratiche per affrontare il cammino in Giappone, i posti dove dormire, come sbrigarsi la faccenda del mangiare, per lavarsi e per lavare gli indumenti. Tutto condensato in un solo articolo, con l’aggiunta di un link molto utile con le accoglienze gratis o molto economiche.

DESCRIZIONE
Il cammino degli ottantotto templi o Henro No Michi è un pellegrinaggio lungo il quale si possono visitare 88 templi e numerosi altri siti sacri sull’isola di Shikoku, è un viaggio che permette di entrare in contatto con una cultura che non ha eguali nel mondo: il buddhismo shingon (dove shingon sta per parola vera). Questa religione è stata importata in Giappone dalla Cina nei primi anni dell’800 dal monaco asceta Kobo Daishi (Kukai 774 – 835), fondatore e figura centrale di tutto il cammino. Si crede abbia trascorso tempo ritirato in meditazione e in preghiera in ognuno dei templi e che abbia diffuso il buddhismo, che fino ad allora era praticato solo dai ceti più ricchi, tra la gente comune. Per rendergli omaggio, i primi pellegrini (o Henro) iniziarono nel XII secolo a percorrere a piedi quello che, solo dal tardo XVII sec in poi, dopo la stampa della prima guida, sarebbe diventato un pellegrinaggio percorso con ogni mezzo: auto, bus, treni, bici e naturalmente a piedi. Ritenuto un viaggio religioso e molto legato alla tradizione dai giapponesi, il cammino porta a scoprire regioni molto rurali del paese, dove ancora si lavora la terra e i paesi si sviluppano nei dintorni dei templi. Per i giapponesi è un percorso molto sentito e, anche se sono sempre meno quelli che lo fanno a piedi, molte persone da tutto il mondo e di tutte le religioni lo intraprendono per svariati motivi: dalla natura con la quale si vive a stretto contatto per giorni, alla spiritualità che i posti ispirano. Molti partono da soli per cercare un contatto con se stessi o per ritrovare quella parte di se che nella vita di tutti i giorni tendiamo un po’ a trascurare; ma chiunque si mette in viaggio rispetta e cerca di adattarsi alle usanze del paese, anche se questo stravolge un po’ le normali abitudini occidentali.
CAMMINO E PAESAGGI
Il percorso si snoda su 1200 km che portano a fare il giro dell’isola in senso orario partendo dalla città di Naruto nel distretto di Tokushima. Si può fare anche in senso opposto, ma la difficoltà sta nella quasi totale assenza di indicazioni “contro mano”. E’ principalmente su asfalto, anche se si hanno diverse opportunità di camminare nei boschi, perché i templi si trovano spesso sulla cima di un colle o di una montagna. Ci saranno giorni in cu ci si troverà a camminare in grosse città e giorni invece in mezzo a risaie che dipingeranno davanti ai nostri occhi quadri pieni di sfumature verdi o gialle, a seconda della stagione che andremo a scegliere per partire. Ci saranno lunghi giorni in cui si camminerà con accanto l’imponente oceano Pacifico, altri in cui si faranno km e km nelle verdissime valli tra i monti. Il cammino sarà sempre ben segnalato, con le indicazioni ufficiali rappresentate da un pellegrinetto rosso, con bastone e freccia, o i più antichi cippi con le mani che indicano la direzione da prendere, oppure da dei segnali fatti in casa da chi percorre il percorso a piedi, che si possono trovare appesi agli alberi lungo i sentieri, sui sassi ai bivi e attaccati a dei paletti. La distanza totale e i dislivelli da affrontare richiedono allenamento (si arriva ad un massimo di 950 m di altezza del monte Unpenji tempio nr 66), ma niente di esagerato. Con una buona divisione dei km quotidiani è un cammino che chiunque può affrontare. C’è da tenere presente che quasi sicuramente si avrà uno zaino più pesante del normale visto che la paura di essere così lontano da casa ci farà mettere dentro di tutto e che ci dovremo anche portare una scorta quotidiana di cibo e acqua. Le soste ai templi costano molto in termini di tempo sul totale delle ore di cammino giornaliere e fare 20 km, alle volte, è davvero difficile. Lungo tutto il percorso sarà possibile scoprire un lato del Giappone diverso dalle solite mete organizzate. Il periodo migliore per partire è consigliato tra fine marzo e maggio, oppure verso ottobre e novembre; quando le temperature permettono di camminare per tutto il giorno senza risentire troppo del calore. In Primavera si può avere l’occasione per vedere anche la mitica fioritura dei ciliegi. Nel periodo estivo le temperature e umidità elevate, le frequenti piogge, gli insetti, non favoriscono i pellegrini a piedi. Nel periodo autunnale ci sono rischi per i tifoni che colpiscono l’area. Mentre nei i mesi invernali la neve e le temperature fredde, oltre all’obbligo di avere molti vestiti nello zaino e quindi più peso, rendono difficoltoso il procedere. La curiosità di questo cammino è che non esiste un vero e proprio punto di arrivo o di inizio, in quanto l’obbiettivo non è quello di raggiungere un posto fisico, ma l’illuminazione e l’aumento dei propri poteri spirituali, secondo quanto compiuto dal monaco. Ad esempio, molti partono dal tempio nr 1, il Ryozenji. Per completare il pellegrinaggio è qui che ritornano dopo aver visitato tutti gli altri 87 templi. Ci sono diverse teorie buddhiste che ne spiegano la ragione, dai cicli vitali, al ripetersi delle esperienze, fino alla reincarnazione.
LA CREDENZIALE o LIBRO DEI TIMBRI e IL CERTIFICATO FINALE
Un’altra delle altre particolarità di questo cammino è che non esiste una vera e propria credenziale, ma si possono comprare dei libri (da 800 yen in su, chiamati No Kyocho) dove è possibile ad ogni tempio farsi apporre due timbri (uno del tempio e uno con il simbolo di Kukai) e dove un calligrafo scriverà a mano il nome del tempio (costo 300yen a tempio) dalle ore 07.00 alle 17.00 di ogni giorno.

Questo libro ha molto valore nella cultura giapponese. Viene messo nella bara insieme al corpo per la cremazione e si crede che accompagni il defunto in paradiso. Può essere sostituito da vesti, oppure delle specie di pergamene. Ognuno è libero di portarsi propri quaderni da casa e adottare altre soluzioni. Quelli in vendita presso i templi sono caratteristici, in carta di riso e alcuni hanno anche stampate immagini molto belle del monaco in meditazione. La scelta è difficile, perché alla fine rimarrà un ricordo indelebile di questa esperienza.
Verso la fine del cammino sarà possibile ricevere due tipi di certificazioni che attesteranno la vostra impresa. La prima è possibile ritirala presso l’Henro Salon di Sanuki City, una specie di museo del pellegrinaggio dove è possibile fare una sosta prolungata tra il tempio 87 e il tempio 88. Si viene registrati e vengono consegnati un certificato che vi attesta come Henro ambassador e una spilla con il simbolo degli henro. Al tempio 88 invece viene rilasciato un certificato di termine del pellegrinaggio con il nome scritto a mano da un calligrafo nei caratteri kana (2000 yen).

COME RAGGIUNGERE IL PRIMO TEMPIO e COME INIZIARE 
Il primo tempio si trova a Naruto e si chiama Ryozenji, ma non ci sono regole ufficiali che dichiarino dove iniziare o finire il cammino, per molti partire da qui è una consuetudine. Naruto è posta a nord est dell’isola nella prefettura di Tokushima. L’aeroporto internazionale più vicino è il Kansai di Osaka. Le compagnie aeree per arrivare fino a qui sono molte e hanno pacchetti di viaggio a tutti i prezzi. Una volta atterrati, sul piazzale esterno si prende il bus della linea Kansai – Tokushima, biglietto fino a Kusoko Naruto Highway. Ne parte uno ogni ora. Il viaggio dura circa 3 ore e 20. Il bus vi lascia lungo l’autostrada Kobe-Awaji-Naruto (se siete fortunati dal ponte prima di giungere a Naruto potrete vedere i famosi vortici nell’oceano). Dalla fermata si scende all’ufficio informazioni della città, dove si può prenotare un posto in una delle guest house per la prima notte. Le prenotazioni sono possibili e gradite anche in anticipo, è possibile trovare i contatti via internet e organizzarsi via mail. I gestori delle guest house sono persone gentili e normalmente vi stanno ospitando a casa loro per pochi soldi, approfittate di questo tipo di sistemazioni per i primi giorni anche per ambientarvi e chiedere loro tutte le informazioni che sentite diavere bisogno, senza mai mancare loro di rispetto. Sono abituati ad avere a che fare con gli henro e vi accompagneranno volentieri davanti al Ryozenji per la partenza, diventando parte inevitabile del vostro viaggio. Se sui cammini che portano a Santiago la conchiglia è il simbolo del pellegrino, in Giappone gli henro sono caratterizzati da una veste particolare e una serie di oggetti che si possono acquistare presso ogni tempio. Solitamente si acquistano al tempio dal quale si parte e sono:
– Un cappello di paglia o sugegasa (da 1500 yen). Di forma conica, classico del continente asiatico, rivestito da una protezione impermeabile, risulta utile per ripararsi dal sole e dalla pioggia. Il simbolo Sanskrito di Kukai va sempre portato davanti.
– La veste bianca o hakui (da 1500 yen). Viene indossata dai pellegrini come simbolo di purezza e innocenza. In passato aveva il ruolo di sudario e vestirla indicava l’essere pronti a morire in qualsiasi momento. Anche la veste riporta il carattere Sanskrito di Kukai e la scritta “cammina con me”.
– Una borsa bianca a tracolla o Zudabukuro (dagli 800 yen). E’ una caratteristica borsa bianca che serve per portare  tutti gli oggetti di uso comune per gli henro come la guida, gli incensi, gli osamefuda, il libro per i timbri, ecc.
– La credenziale/libro dei timbri o No kyo cho (da 800 yen). È ciò che sostituisce la credenziale e prova che abbiate visitato ogni tempio. Da consegnare all’ufficio prima di uscire da ogni tempio, per ricevere il timbro (ogni timbro 300 yen).
– Foglietto con il nome o Osamefuda (100 yen / 200 foglietti). Vi va scritto il nome, la provenienza e il desiderio che spinge alla preghiera. Va donato uno ogni tempio e uno ad ogni persona che vi fa regali (osettai), è usanza scambiarseli anche con gli altri henro che si incontrano lungo il cammino. Il colore di questi fogli dipende da quante volte è stato fatto il giro. 1-4 volte: bianco; 5-7 volte: verde; 8-24 volte: rosso; 25-49 volte: argento; 50-99 volte oro; 100+ volte: decorato.
– Una piccola campanella o Jirei  (100o yen). Dopo ogni sutra recitato ad ogni tempio si dovrebbe suonare questa campana.
– Una stola o Wagesa (da 1600 yen). In antichità era un oggetto riservato ai monaci. Oggi è stato riadattato ai pellegrini in viaggio.
– Un rosario buddhista o Juzu (da 2000 yen). Per i giapponesi è un oggetto molto familiare. Si dice che faccia ottenere merito stringerlo in una mano mentre con l’altra si stringe la mano di qualcuno. In questo modo sarà possibile far scomparire le illusioni dalla mente e elevarsi spiritualmente.
– Il bastone o Kongo zue (da 1300 yen). Si crede che impersoni la figura di Kobo Daishi e guida l’henro nel suo cammino. Formalmente viene usato come prima pietra tombale per chi muore lungo il cammino. Per questo oggetto molto importante vi sono da seguire delle regole:
.quando ci si ferma per riposare, metterlo al sicuro prima di qualsiasi cosa;
.quando si arriva al posto per la notte, lavare la parte a contatto con il terreno e riporlo accanto a dove si dorme;
.si crede che lo spirito di Kobo Daishi dorma sotto i ponti, così non si batte per terra quando si cammina sui ponti per non disturbare;
.la punta si consumerà inevitabilmente, è vietato tagliarla con un coltello, si possono usare pietre o altri oggetti naturali.
– Una guida. In Italiano non ne esistono ancora, ma è possibile scaricarsi i tracciati gps da questo sito. Altrimenti si possono comprare delle guide in inglese o in giapponese. Il consiglio è di comprarle sul posto anche se averle prima permette una pianificazione migliore del viaggio.
Non è obbligatorio comprare tutti questi oggetti, ma alcuni sono propri dell’henro come il cappello, la veste bianca, il bastone e il libro dei timbri. Oltre che essere dei ricordi per voi, saranno utili anche per la popolazione dell’isola, per la quale sarà più facile capire immediatamente cosa state facendo. Fatto questo, si può iniziare con il cammino.
PER MANGIARE e PER DORMIRE 
Per mangiare ci si può affidare ai vari combinies (piccoli supermercati simili ai nostri autogrill, aperti 24H, 7 su 7) come i Lawson, Circle K, 7Eleven, ecc. Sono una sicurezza e sono presenti in qualsiasi piccolo paese sull’isola. Vendono cibo fresco e confezionato, bibite, giornali, caffe’ e alcolici; inoltre hanno farmaci da banco, piccolo oggetti elettronici (batterie, auricolari, ecc). Ci sono poi vari ristorantini che offrono udòn e ramen a prezzi modici, ricordate di avere un occhio di riguardo per i self service (ottimo cibo, prezzo irrisorio). Oppure si può fare la spesa in uno dei molti supermercati di grandi dimensioni, del tutto simili ai nostri centri commerciali, che si incontrano nelle città durante il cammino. Aspettatevi di magiare per molte sere zuppe, brodi, riso e altre cose del genere, visto che la carne e il famoso sushi non sono proprio così economici, anche se qualche strappo alla regola in una delle grosse città si può fare. Ricordate che nei piccoli centri invece, i ristoranti, dove ci sono, chiudono prestissimo. L’orario della cena va dalle 18.00 alle 20.00 e poi non servono più nulla. Io consiglio di portare con se un fornellino e una gavetta di quelli da campeggio. Le bombole è possibile comprarle a Tokushima o a Naruto nei primi giorni di pellegrinaggio. Si risparmiano ulteriori soldi e non si è costretti a stare agli orari locali. Si trovano inoltre numerose macchinette automatiche lungo il cammino che vendono principalmente bevande analcoliche, anche calde. Sono un’ottima soluzione per la colazione, visto che di bar aperti la mattina presto in giro per l’isola non ce ne sono.
Per dormire ci sono varie soluzioni per tutte le tasche. Scordatevi gli albergue e ospitali a cui siete abituati e iniziate a mettervi in testa che sono una comodità puramente europea. Qui ci sono i Ryokan, i Minshuku e gli Shukubo. I prezzi in genere vanno dai 4000 yen a salire (fino anche a 10.000/15.000 yen), dipende anche qui se si vuole la cena, la colazione o solamente dormire. E’ gradita la prenotazione, in quanto in primavera e in autunno c’è possibilità di trovare tutto manshitsu, occupato e generalmente il check-in è previsto entro le ore 17.00. Vista la difficoltà con la lingua, io consiglio sempre di chiedere con cortesia ai templi (o ai tassisti), spesso sanno come poter arrangiare una sistemazione in uno di questi posti e magari ci scappa che un incaricato vi venga direttamente a prelevare sul posto. Oppure ci sono gli Tsu-yado e gli Zenkon-yado, ma entrambi sono posti dove si può solo dormire, non c’è doccia, ne cucina. Gli tsu-yado sono vecchie stanze all’interno del complesso dei templi, con i tatami, dove in passato venivano tenute le salme dei morti la notte prima della cremazione. Letteralmente significa “posto per la notte”. Non sono molti, ma spesso sono gratuiti o a donazione. Per la disponibilità bisogna richiedere all’ufficio dei timbri nei templi e non occorre prenotare. Gli Zenkon-yado sono generalmente gestiti da privati e fanno parte della loro casa o della loro attività. Sono piccole strutture con tatami, futon e poco di più. Siate pronti perché anche se non parlano inglese, essendo stranieri, voi sarete la novità e quindi susciterete grossa curiosità e domande nei vostri confronti da parte dei padroni di casa. Ma non saranno mai invadenti, la cortesia il rispetto sono di base in questo paese.
Nelle stagioni che lo permettono si può viaggiare anche in tenda. Personalmente è una soluzione che io prediligo sempre perché è un’alternativa molto economica sui cammini agli ostelli e agli albergue, talvolta troppo affollati o in questo caso molto costosi sul lungo periodo. Ce ne sono in vendita di ogni tipo e di ogni prezzo. Io consiglio di spendere qualcosina in più e di comprare una di quelle tecniche, ultra-leggere, che pesano spesso meno di 2 kg totali e che sono le più trasportabili. Se si sceglie questa soluzione, ci sono diversi parchi e diversi rest hut dove è possibile montare la tenda per una notte senza dover pagare nulla. Spesso i parchi sono dotati anche di bagno, ma non di doccia. C’è anche la possibilità di riuscire a fare l’intero pellegrinaggio senza servirsi degli alloggi a pagamento e senza tenda. Dormendo in diversi ripari di fortuna come le fermate dei bus o le stazioni dei treni quando piove, mentre nei parchi o nei rest hut quando il tempo lo concede, ma questa è la situazione più estrema e quasi nessuno la adotta. (Ricordiamo sempre che in Giappone il vagabondaggio è perseguito per legge, ma alcune soluzioni di fortuna sono tollerate per chi sta facendo il pellegrinaggio a piedi, dovendolo dimostrare ogni qualvolta la polizia lo riterrà opportuno).
I miei requisiti generali per la scelta di un posto sono stati: se c’è un bagno vicino, se non è troppo esposto al traffico/passaggio, se c’è una panchina o una tettoia con piattaforma, allora quello era un posto buono per la notte.
A questo link potrete trovare una pagina aggiornata con tutte le accoglienze da scaricare.
LAVANDERIA e IGIENE PERSONALE 
Se deciderete di dormire nei vari Ryokan, ecc ci sarà il servizio biancheria e vi laveranno e asciugheranno tutto in una notte. In alcuni casi è compreso nel prezzo della camera, in altri sarà messo sul conto. In alternativa si trovano lungo la strada numerosi lava-asciuga automatici, nel giro di un’ora si possono lavare grosse quantità di indumenti per pochi yen. Presso i templi o nelle varie “free accomodation” non vi è nessuna possibilità di lavare cose a mano, se non piccoli indumenti come l’intimo, ecc.
Lungo tutta l’isola vi sono distribuite le onsen (terme o bagni pubblici). Sono tipiche strutture giapponesi dove si entra separati tra maschi e femmine, nudi. Nella prima parte vi sono delle docce e nella seconda vasche di acqua calda, non sempre naturale. Io consiglio di provarle almeno una volta, assolutamente. Oltre ad essere caratteristiche, offrono un’ora o più di relax e dopo un giorno di cammino sono il meglio. Il prezzo va dai 300 yen ai 1000 yen a seconda della grandezza della struttura e dei servizi svolti, ma per chi scegli di dormire in tenda spesso sono anche la migliore soluzione per l’igiene personale. Alcune volte sono anche comprese nel prezzo della camera, per questo bisogna sempre cercare informazioni accurate prima di rifiutare un’offerta a un Ryokan, perché un prezzo scorporato di tutto (pernottamento, cena, onsen, lavanderia e colazione), può non essere così sconveniente nonostante ad un primo impatto possa risultare elevato.
SICUREZZA 
Il Giappone in generale è un paese sicuro, dove i tassi di criminalità sono molti bassi e camminare sull’isola è considerato relativamente sicuro anche per una donna sola, rispetto ad altri posti nel mondo. Si deve comunque prestare attenzione come sempre, non sono esclusi casi di persone perse, magari durante una giornata di pioggia, cadute o che si sono infortunate. Non c’è garanzia che il viaggio sia senza imprevisti. Sull’isola sono presenti molti animali, alcuni pericolosi come vipere e ragni, ma non si registrano molti casi di avvelenamento da morsi. Il comportamento che si terrà sul cammino sarà il vero responsabile per la buona riuscita del viaggio.
SOLDI e BANCOMAT 
Questa è una sezione particolare legata al fatto che siamo in un altro paese e in un altro continente. Prima di partire controllate sempre il valore dello Yen al cambio. Ognuno è libero di interpretare la cosa come più si trova comodo; la mia soluzione è stata: decidere quanto stanziare di budget per un viaggio del genere; cambiare un terzo della somma in contanti prima di partire in valuta locale, di modo da essere coperto almeno i primi giorni ed avere il tempo di ambientarmi; i restanti due terzi del budget vanno uno su una carta prepagata Mastercard e uno su una Visa (America Express non è accettata da nessuna parte). Entrambe si possono comprare ricaricabili per pochi euro e garantiscono di non avere problemi in caso non accettino una delle due (su tutta l’isola accettano o una, o l’altra). Si può prelevare presso la maggior parte dei combinies (7eleven, Lawson, Circle K, ecc) e presso gli uffici postali (verificate, perché alcune volte permettono di inserire solo con i pin di 4 cifre).
ELETTRICITA’ e INTERNET 
Come faremo a ricaricare i nostri smartphone? Funziona tutto allo stesso modo che da noi? Queste sono alcune tra le domande che vengono spontanee quando pensiamo ai nostri apparecchi elettronici in un paese così lontano. Ovviamente in Giappone utilizzano una spina diversa dalle nostre, ma non solo, anche la corrente erogata è diversa. Se in Italia si usa una corrente a 230 V ad una frequenza di 50 Hz, sull’isola si utilizzano 100 V ad una frequenza di 50 Hz. Per la spina sarà necessario procurarsi un normale adattatore di quelli in commercio, mentre per la corrente dovete assicurarvi che sul caricabatteria/trasformatore ci sia scritto input 100V-240V 50/60 Hz (solitamente sono tutti così). Il problema si avrà all’inverso se volete comprare oggetti in Giappone e li vorrete portare in Europa; accertatevi sempre che supportino il nostro voltaggio, altrimenti una volta tornati, saranno inutilizzabili. Se decidete di dormire in tenda o in giro troverete possibilità di ricaricare fuori da ogni combinies, in alcuni henro hut, nei bagni pubblici dei parchi e in alcuni templi.
Per quanto riguarda internet non è così semplice come potrebbe invece sembrare, in quanto nemmeno tutti i Ryokan ne sono dotati. La prima opzione possibile è acquistare/affittare all’aeroporto una sim e un cellulare per il periodo che sarete in cammino, come in tutte le città del mondo, ed avere internet e la possibilità di chiamare, ma il prezzo è alto. La seconda sono alcuni combinies (Lawson, 7eleven), bar, supermercati, onsen e ristoranti. Hanno internet gratuito (se c’è una password non demordete e chiedete ai commessi, spesso ve la daranno), ma purtroppo non tutti. E’ possibile fare diversi account a pagamento direttamente dal telefono, ma non ho mai provato con numero italiano se funzionino. Ultima soluzione. In ogni grossa città che attraverserete ci sono city office e biblioteche. In questi posti se non c’è il wi-fi gratuito, hanno sicuramente dei computer disponibili per l’utilizzo (un’ora). Altrimenti ci sono gli internet point, i cui prezzi variano da città a città, da non disdegnare perché in alcuni è possibile anche mangiare, farsi la doccia con un piccolo sovraprezzo e invece in tutti le bevande (calde, fredde) sono incluse nel prezzo iniziale. Comunque aspettatevi di rimanere senza internet anche per più di un giorno.

7 commenti su “Shikoku, informazioni per partire.”

  1. Sono venuta a curiosare perché speravo di trovare un best-off della Francigena e mi sono imbattuta in questo, è un po’ che ho una mezza idea di un trekking in Giappone Appena ho un po di tempo me lo studio bene, poi ti riempo di domande

    1. Ciao, sono Antonio, abbiamo parlato ieri a Vercelli di questo cammino, rimaniamo in contatto, grazie delle informazioni, ti scrivo sotto la mia mail, spero a presto.

  2. Ciao, sono Antonio, ci siamo visti ieri a Vercelli, ed abbiamo parlato un po’ di questo cammino giapponese e di altro, grazie delle utili informazioni e della bella conversazione, ti lascio la mia mail , se vuoi rimaniamo in contatto e buona settimana a Vercelli.

  3. Ho appena fatto questa straordinaria scoperta e ti ringrazio per la piacevole lettura che mi hai regalato, sarei curiosa di vedere qualche foto del tuo cammino, le trovo da qualche parte?

    1. Qualche foto la trovi sul profilo Instagram (che si chiama giusto come il blog), altre credo le caricherò a breve perché non sei la prima persona che mi chiede di vedere qualche foto!

    1. Ciao Nello,
      scusami il ritardo della risposta. Ti posso dire che la spesa giornaliera è molto soggettiva. Dipende dalle cose che ti senti di comprare per la partenza (intendo tutti i vari oggetti che ti identificano come pellegrino: la veste bianca, il libro che vale come credenziale, ecc.) e poi da come intendi affrontare le differenti questioni pernottamento e cibo. Personalmente ho ritenuto opportuno prevedere una media di 25 euro al giorno, ma devi considerare anche i biglietti aerei e altre spese (ad esempio le sigarette, mannaggia a me che sono un fumatore!!).

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